Camminare, guardare gli alberi, non dire e non fare nient’altro che un giro nei dintorni, uscire perché fra poco esce il sole, perché una giornata qualsiasi è il tuo splendore. Pensa, hanno già spezzato una zampa a un cane, una foglia è caduta. Fatti girare la testa velocemente e poi fermala, apri gli occhi a caso: davanti a te c’è una scena del mondo una qualunque, vedi quanto è preziosa, vedila bene, con calma, tieni la testa ferma, rallenta il giro del sangue. Che meraviglia che sia mattina, che abbia smesso di piovere.
Franco Arminio
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lunedì, settembre 24, 2018
“Il viaggio” di Rubén Blades (1991)
Si possono percorrere milioni
di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superficie
dei luoghi, né imparare nulla dalle genti
appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi
ad ascoltare chiunque abbia
una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le cose,
camminando si sanano le ferite
del giorno prima.
Cammina guardando una stella,
ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita,
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso.
Rubén Blades - “Il viaggio”
di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superficie
dei luoghi, né imparare nulla dalle genti
appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi
ad ascoltare chiunque abbia
una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le cose,
camminando si sanano le ferite
del giorno prima.
Cammina guardando una stella,
ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita,
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso.
Rubén Blades - “Il viaggio”
mercoledì, settembre 12, 2018
Ti proteggerò amore mio .... Franco Arminio da "Cedi la strada agli alberi - Poesie d'amore e di terra"
"Ti proteggerò amore mio,
sarò dolcissimo con te e con gli alberi,
ci sarà una diffusa devozione per te
nella nostra casa,
mi alzerò ogni mattina
per sistemare l’alba
prima che ti svegli,
ti raccomanderò
alle piante, ai bicchieri."
Franco Arminio
da "Cedi la strada agli alberi - Poesie d'amore e di terra"
Poco fa sentivo il cuore di mia moglie .... Franco Arminio da "Cedi la strada agli alberi - Poesie d'amore e di terra"
"Poco fa sentivo il cuore di mia moglie
sulla mia guancia.
Il cuore di mia moglie
è una cesta dove dormono i gatti,
un forno dove lievitano
le crostate.
Il cuore di mia moglie
è una luminosa chiesa di campagna,
un arcobaleno posato
sui campi."
Franco Arminio da "Cedi la strada agli alberi - Poesie d'amore e di terra"
martedì, settembre 04, 2018
da "Cedi la strada agli alberi - Poesie d'amore e di terra" di Franco Arminio
Guarda.
Sei in un posto qualsiasi
e ti raggiunge un albero,
un muro, un viso.
Il centro del mondo è poco lontano da te,
è nelle vie secondarie, ti aspetta
dove non ti aspetti niente.
Prendi una forchetta in mano
come se fosse un momento solenne,
porta il bicchiere alla bocca
come se fosse un gesto sacro,
sorridi perché ogni sorriso apre
una piega nel muro della vecchiaia.
Fai cose coraggiose,
ti fa ringiovanire.
E poi torna, pensa che sei contento,
fallo sapere ai tuoi errori
che li vedi, li riconosci
e li guardi con clemenza.
Guarda dentro e guarda fuori,
guardare è una culla.
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" ... Sei in un posto
qualsiasi
e ti raggiunge un
albero,
un muro, un viso."
mercoledì, febbraio 19, 2014
Leggero di Roberto Freak Antoni
Vorrei essere una nuvola che si attraversa
fatta di spuma d’aria, che sembra persa
dentro il cielo, in una parte d’infinito
insomma: sfiorare l’azzurro con un dito.
Vorrei essere leggero come il vento
che si muove dappertutto ogni momento
come un’emozione lieve, non invadente
che ti lascia vivere e non ti chiede niente.
Vorrei essere una goccia di pioggia,
un riflesso di colore quando albeggia
oppure una penombra estiva
fresca come il sogno sulla riva
non una cosa, un sasso pesante
non una fatica, una testa pesante
nemmeno una foglia, non una pianta
solo l’intuizione che t’incanta
come neve che si scioglie al sole
senza tracce, in dissolvenza precoce
precario come un temporale d’estate
superfluo come il paese delle fate
che si prende così ... senza problemi
un’innocua sciocchezza per bambini
inutile come un carico pendente
quasi un orizzonte rilassante.
Come una sottile fragranza
Non un’attesa, non una speranza.
Ma soprattutto, amore mio,
vorrei conoscere il nostro Dio
essere per te un refolo fresco
in un pomeriggio di pieno agosto
una fontana di acqua limpida e ghiacciata
affinché la vita ti trovi pacificata
come dopo una tempesta emotiva
nonostante la tensione istintiva
oppure un sole gentile e garbato
che t’abbronzi come ti è sempre piaciuto.
Ma soprattutto, amore mio,
vorrei tanto conoscere il tuo Dio.
dal libro “Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti” di Roberto Freak Antoni edito da Feltrinelli
qui il sito di Freak Antoni
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| dal sito di Freak Antoni |
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