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lunedì, settembre 03, 2018

“Mille farfalle nel sole” Kamin Mohammadi

Kamin ha 10 anni quando è costretta a fuggire dal suo paese, l’Iran.
Di se, bambina in fuga, scrive “ ... La mia unica consapevolezza era che adesso il mondo era un posto in cui, in ogni momento, avrei potuto essere costretta a scappare per salvarmi la pelle. La mia paura più grande era quella di non sapere dove andare se avessi dovuto lasciare l’Inghilterra che era si un paese strano, ma perlomeno ci aveva offerto rifugio. Cresciuta in una famiglia allargata, cullata per tutta l’infanzia da così tante braccia  amorevoli, ero terrorizzata dall'estrema dipendenza che provavo adesso nei confronti dei miei genitori, all'improvviso le uniche due persone che rappresentavano per me un riferimento.”
Kamin Mohammadi attraverso la storia della sua famiglia  ci avvicina alla storia del suo paese, la Persia (o Iran), e alle diverse etnie che l’hanno abitata e ci aiuta a comprendere meglio gli eventi che hanno segnato lei e il suo paese negli ultimi 50 anni.
Ho amato, nel leggere questo libro,  la bellezza del "ritorno a casa", della riscoperta delle proprie radici e della propria identità culturale.
Ma questo libro è anche un'occasione, una possibilità,  per avvicinarsi ad un mondo diverso dal nostro ... e questo non fa mai male!

Cecilia




“Quando ero bambina, in Iran, il cipresso non era per me solo una familiare forma all'orizzonte, ma un’immagine onnipresente nell'arte e nell'architettura del mio popolo: ne erano decorate piastrelle, stoffe, tappeti, persino le mura di Persepoli.
Non sono riuscita a pensare a niente di più perfetto per rappresentare l’anima iraniana: il disegno della silhouette  di questo albero potente e flessibile che si piega alla forza di qualunque vento, senza spezzarsi.” - Kamin Mohammadi da “Mille farfalle nel sole”

sabato, gennaio 30, 2016

"Anna Magnani. Biografia di una donna" di Matteo Persica (Odoya)


Dal 28 Gennaio 2016 in tutte le librerie

Responsabile comunicazione/promozione:
Francesca Piggianelli
Telefono: +39 3396477847
E-mail: francescapiggianelli@libero.it

"Anna Magnani... quante ne hanno scritte 
sulla Magnani, non è vero? I giornali si 
sono sbizzarriti a proposito delle mie 
collere, si sono occupati di Rossellini, delle 
mie crisi, della mia eccessiva emotività... 
Dalla stampa ho anche appreso di 
essere una trovatella, allevata a forza di 
scappellotti e di umiliazioni, schermita 
da tutti, infelice e scontrosa. Tutte queste 
invenzioni mi fanno semplicemente 
ridere: potrei forse infuriarmi per simili 
sciocchezze? Comunque, ora sono decisa
a ristabilire la verità."

(quarta di copertina del Libro)

mercoledì, gennaio 13, 2016

"Di questo amore non si deve sapere. La storia di Inessa e Lenin" di Ritanna Armeni




Queste le note in quarta di copertina.

"Un capitolo inesplorato e sorprendente nella saga dell’Ottobre rivoluzionario. Amore e politica che si intrecciano e si scontrano, tra ardori e ipocrisie. E le lacrime di Lenin: una scoperta che Ritanna Armeni ci racconta con precisione documentaria e passione narrativa". Pierluigi Battista 

"Una storia importante, appassionata e dolorosa. Questo libro mi ha fatto scoprire un Lenin inedito e umanissimo, un capitolo sconosciuto della storia dei bolscevichi". Luciana Castellina

"Una storia meravigliosa, finalmente sottratta all'oblio. Si soffre, si esulta, si tifa per l'amore di Vladimir e Inessa, che si nutre di Storia e nella Storia resta impigliato, finché la ricostruzione straordinaria di Ritanna Armeni non lo restituisce ai lettori con il respiro serrato di un romanzo". Nadia Terranova 

"Una donna borghese e un rivoluzionario innamorato. La Rivoluzione Russa a un secolo di distanza regala ancora grandi storie. Lei è Inessa Armand, lui è Lenin. Un ritratto sorprendente, senza giudizi e senza politica, narrato come da una grande distanza, con la lingua serena dei racconti di Puskin". Lucia Annunziata





Viaggio in Portogallo - José Saramago


"Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito."




martedì, dicembre 29, 2015

C'è chi passa tutta la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, ....

C'è chi passa tutta la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì solo per farci arrivare all'altra sponda, quella che conta è l'altra sponda.

José Saramago (da "La caverna")

sabato, gennaio 24, 2015

L'anello di Re Salomone di Konrad Lorenz - 1949


“Ciò che seminai nell’ira crebbe in una notte rigogliosamente ma la pioggia lo distrusse. Ciò che seminai con amore germinò lentamente, maturò tardi ma in benedetta abbondanza. ” 
Konrad Lorenz

Emoticon heart
Avete letto "L'Anello di Re Salomone" di Konrad Lorenz?

domenica, aprile 20, 2014

Voi non la conoscete di Cristina Comencini



Quando leggo i suoi libri ... li leggo due volte!



La prima d’un fiato, la seconda per entrare nel racconto con calma, con lenta partecipazione.
I suoi personaggi mi catturano immediatamente, in loro scopro e trovo parti di me, parti nascoste e non dette.
La storia di Nadia è storia della rabbia delle donne che vivono solo negli occhi degli altri, di quelle che l’amore lo guardano ma non lo cercano dentro di se perché nessuno gliel’ha insegnato.
Ma quando la vita ti permette o ti costringe ad avere tempo (!) le cose cambiano ....
Nadia è in carcere e in “carcere” il tempo è fatto di azioni ripetute come non potessi spostare l’attenzione facendo altro ...
Nadia lotta contro se stessa, non vuole far uscire la rabbia e il dolore.
Nadia ha sempre accettato tutto e vissuto tutto come un dovere mai come una scelta personale.
Poi qualcuno le dirà “A me non importa niente di quello che ha fatto. ... Mi importa di quello che ha fatto a se stessa.”
E da qui può iniziare un’altra storia, una nuova possibilità di vita ...

mercoledì, marzo 19, 2014

Leo Buscaglia

"Scegliete la via della vita. Scegliete la via dell'amore. Scegliete la via dell'affetto. Scegliete la via della speranza. Scegliete la via delle fede nel domani. Scegliete la via della fiducia. Scegliete la via del bene. Sta a voi. Sta a voi scegliere. Potete anche scegliere la disperazione. Potete anche scegliere l'infelicità. Potete anche scegliere di rendere difficile la vita degli altri. Potete anche scegliere la meschinità. Ma a che scopo? Non ha senso. E' un'autoflagellazione. Vi avverto: se decidete di assumervi la piena responsabilità della vostra vita, dovrete imparare di nuovo a rischiare. Il rischio è la chiave del cambiamento."
(Leo Buscaglia da "Vivere, Amare, Capirsi" - 1982)

Leo Buscaglia

Leo Buscaglia, nato negli Stati Uniti da genitori italiani e morto purtroppo nel 1998 (dico purtroppo perché avrei voluto conoscerlo di persona!), era docente al Department of Special Education presso la University of Southern California fu il primo ad istituire un corso universitario sull'amore.
Divenne per questo noto come "Il professore dell'Amore", è stato a
utore di numerosi bestseller sull'educazione e sull'amore.
Nel 1992, in un periodo decisamente importante della mia vita, un'amica mi regalò il suo libro più conosciuto "Vivere, Amare, Capirsi", pubblicato nel 1982.
In questo bellissimo testo sono raccolte le sue conferenze.

Il libro di Leo Buscaglia mi ha accompagnata sempre. Le sue parole parlano all'Anima.

Leggendo "Vivere, Amare, Capirsi" all'inizio potreste pensare che ciò che Buscaglia scrive è banale o scontato .. poi andando avanti vi accorgerete che il suo "sentire", le sue parole, sono dentro di voi. nel vostro cuore ... spero!

Io comunque da allora di Leo Buscaglia ho letto quasi tutto!
"Amare", "La coppia amorosa - La sfida delle relazioni umane",  "Autobus per il Paradiso", "La Via del Toro", "La foglia Muriel","Sette storie natalizie", Nati per Amare", "Papà".

Mi manca "La cucina dell'Amore", introvabile perché fuori catalogo.

Se volete regalarvi una lettura "Nutriente" ... "Vivere, Amare, Capirsi" è la lettura per voi!

Cecilia

Geronimo - La mia storia - Autobiografia di un Guerriero Apache


Non avrei  mai dovuto accettare la resa, avrei dovuto combattere sino alla fine (Geronimo, sul letto di morte - 1909)


Geronimo, definito "selvaggio assetato di sangue", era in realtà, come ogni Apache, un uomo "assetato di natura".

Geronimo prigioniero nella riserva indiana di Fort Still, nel 1904 incontrò Stephen Barret, sovrintendente scolastico in Arizona, e nel 1906 gli raccontò la sua storia e quella del suo popolo.

L'intenzione di Barret era quella di riportare la visione dei nativi americani rispetto alle guerre indiane.

Il libro è diviso in quattro parti:
nella prima dal titolo "Gli Apache", Geronimo racconta le origini del popolo Apache, la suddivisione delle tribù, la loro vita quotidiana e la famiglia.
Nella seconda dal titolo "I messicani", Geronimo racconta dei massacri e delle battaglie appunto contro il popolo messicano.
Nella terza dal titolo "L'uomo bianco", Geronimo parla dei rapporti con i bianchi, della lotta finale e della prigionia.

Nella quarta parte della sua Autobiografia, quella che ho amato di più, dal titolo "Il vecchio e il nuovo", Geronimo racconta delle leggi Apache trasmesse oralmente, della sua esperienza all'Esposizione Universale di St. Louis, del suo sforzo di avvicinarsi alla religione cristiana. Racconta della iniziazione dei guerrieri, delle danze, della giustizia e di come veniva applicata.
Inoltre, sempre nella quarta parte del libro, in "Speranze per il futuro", Geronimo chiede di poter tornare a vivere e morire nelle sue terre. La richiesta non fu mai accordata.
Geronimo morì in prigionia nel 1909 ma non da prigioniero: mantenne fino alla fine la sua dignità e restò sempre spiritualmente vittorioso.

Li chiamavano "selvaggi" ...
 
Cecilia


domenica, gennaio 27, 2013

Libri per Crescere, Meditare e Innamorarsi della Vita!

In questo blog condividerò le mie letture "nutrienti" e chi lo vorrà potrà condividere le proprie.

Se Cucinare è come Amare ♥♥♥, leggere è un modo per Nutrire l'Amore  ... prima di tutto verso se stessi ... oltre che uno spunto per Meditare, nel senso di mediare tra la nostra parte razionale e quella del Cuore!